giovedì, giugno 29, 2006

Materiali: V: Letteratura - Estratti cronologicamente ordinati: anno 1578: Alberti

Materiali: V: LETTERATURA - Estratti cronologicamente ordinati

Estratti
su Seminara
presi da opere a stampa,
ed ordinati
cronologicamente
- Avvertenza: Per ragioni prudenziali dovute all'eventuale esistenza di un copyright non sono compresi in questa antologia estratti da opere edite in anni successivi al 1899, in pratica successivi all'opera del De Salvo. Ove si ottenga un'esplicita autorizzazione scritta dagli aventi diritto verrà fatta deroga al principio generale. I contenuti informativi potranno tuttavia ritrovarsi nei vari Dizionari e Lessici di questi Materiali, dove è esercitato il diritto di citazione e critica scientifica.

§ 3.
ALBERTI Leandro: Su Seminara e dintorni nella “Descrittione d’Italia”
a. 1578 >

p. 205:
«…Più avanti procedendo alquanto dal lito discosto, vedesi Gioia. Il cui territorio è molto bello, & pien di Vigne, d’Aranci, Limoni, & d’altri fruttiferi Alberi. E non meno è producevole di grano, e d’un largo, & cupo fiume, che credo sia del fiume Metauro , descritto da Strabone, & da Plinio, hora fiume di Seminara detto. Era ne’ tepi di Strabone quivi il porto Metauro, talmente nominato dai Zanclei [= Calcidesi, come si desume più avanti nel testo], secondo Solino. Poscia da Gioia 8. miglia lontano, si scopre Palma contrada. Poscia il castel Bagnara…».

p. 213:
«…A man sinistra della via da Rosarno a Seminara (della quale poi parlerò,) si scopre Polistena castello ben pieno di popolo; & più oltre due miglia sopra il monte Apennino il Castello Santo Giorgio, & da otto miglia alle radici dell’Apennino, la Città di Terra Nuova, molto popolosa…».

p. 213/14:
«…Ritornando a Rosarno, & caminando venti miglia per l’antidetta / pianura si arriva al fiume detto S. Leo dalla contrada S. Leo ivi vicina, & poi di Seminara, & altresi di S. Gio. della prefatta pianura. Passato detto fiume, & salendo all’alto colle, ritrovasi Seminara ben’habitato castello. Appresso l’antidetto fiume, nella soprascritta pianura di S. Giovanni, furono spezzati, et rotti i Francesi dagli Aragonesi ne’ tempi di Lodovico 12. Re di Francia, & poi da quest’altro lato di detto fiume appresso Seminara, si dimostra il luogo sopra le rive d’esso (come io ho veduto) ove fu superato l’essercito di Ferrandino d’Aragona Re di Napoli da i Francesi, l’anno precedente, ch’erano stati superati detti Francesi dall’altra parte del fiume, in quella pianura avanti descritta. Et essendo fracassato l’antidetto essercito del Re Ferrandino, apena esso ebbe tempo di fuggir sopra una cavalla senza sella infino al mare, ove salì una barca, & paßò a Meßina, come etiando scrive Corio nell’historie di Milano. Passato Seminara si salisce sopra l’Apennino, ove si vede il bello, & buon paese, c’ha Seminara intorno, tutto lavorato, & fertile, & pieno di vigne, & d’alberi producevoli di saporiti frutti. Assai frumento si cava di esso paese con altre biade. Caminando sempre sopra i gioghi dell’Appenino, si arriva ai folti, & spaventevoli boschi di Solano addimandati pericolosi paßi di Solano, per i Ladroni che v’habitano. Quivi veggonsi le Pietrarezze de i Selici, ove sono molti pezzi di quei cavati di tal figura, sì come son quei de i quali si ritrovano silicate alquante vie intorno a Roma, & maßimamente la via Appia. Caminando adunque da Seminara quasi sempre sopra la schiena dell’Apennino, & per detti boschi, diciotto miglia, quasi sempre vedendosi l’Isole Eolie, & di Vulcano (dalla quale chiaramente si vede esalare fiamme, & fumo) si arriva a Fiumara di Muoro, scendendo però alquanto dalla cima di detto monte.…».

Leandro ALBERTI bolognese, Descrizione dell’Italia Coll’Isole apparteneti all’Italia, Venetia, presso Gio.…, 1578. p. 205, 213-14

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