4.11.21

Trascrizioni dalla Platea di San Filareto: 7. Benedizione della nova chiesa e trasporto delle venerabili e sante reliquie di san Filareto.

 PLATEA DI SAN FILARETO

(1735, Archivio Diocesano di Mileto)

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6. ↔ 8.

7. Benedizione della nova chiesa e trasporto delle venerabili e sante reliquie di san Filareto.

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Nel seguente giorno poi in detta chiesa benedetta, seguì la traslazione del Venerabile, che s’attrovava nell’anzidetta chiesetta, coll’istessa Pompa, e sollennità; e nel terzo di la traslazione dell'anzidetto Sagro Deposito di San Filareto, che ancor tenevasi nella Camera del chiostro, come di sopra s’è detto; Nella parte destra della qual chiesa, sotto la lamia del coro, si vede fabbricata nel muro, di finissimo Marme, una Fonte, quindi sotto la stessa lamia si vede una Porta di tavole dipinta con j fogliamo d’jntorno, per dove s’entra jn una scaletta di fabriche commoda, per la quale si saglie sopra detta lamia, ove è formato e situato il coro. Nella sua parte sinistra poi si vede corrispondente a’ proporzione un’altra Porta, anche di tavole, e dipinta co j fogliami d’jntorno, per cui s’entra nella sagrestia, divisa in due Camere.

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• Die decima sexta mensis februarÿ, millesimo septigentesimo trigesimo quinto: 1735: Seminarie, continuatis actis, cum eiusdem Notario, et Testibus, in numero opportuno et auctoritate delegata qua fingimur, devenimus ad sequentem adnotationem.

La chiesa predetta, è anche adornata, ed in essa s'attrovano sette Altari, fatti tutti con ogni semetria, e proporzione, con tre gradini di fabrica depinti per cadauno, eccettuatone l’Altar magiore jn cui se ne veggono quattro, cioè l'Altare magiore, tre altri della parte destra, e tre altri della parte sinistra colle loro cappellette. =  Nell'Altar Maggiore, ove si saglie sù la sua pradella per tre scalini di Fabrica spaziosi, vi è il quadro della Beata Vergine della Concezione, con San Filareto, e Sant’Elia, con sua cornice dorata, sù il quale vi stà appeso il suo Baldecchino di tela dipinta, coj fregi pendenti jntorno anche di tela, ben lavorato. Più abbasso, e sotto detto quadro jn mezzo li due ultimi gradini, si vede la custodia di legno dorata, e dipinta, entro la quale trovasi la Pisside d’argento, jndorata di dentro col Venerabile, il crocefissetto di sopra, e sua cappelletto di seta, ricamato con bel artifizio, e foderato di tela rossa di Francia, adorno tutto esso Altare, coj suoi candelieri di legno dorati, e fiori usuali, tre tovaglie di tela, carta di goria, Principio, e Lavabo, colle loro cornice dorate, djnanzi Altare di tela depinto.

Nej lati di dett’Altare maggiore, sempre stanno accese due lampade, nej loro lampadieri d’ottone, e queste si per venerazione del Sagramento, come ancora delle Reliquie, e del Santo Confessore Filareto, e dej Santi Martiri Adriano e Notolia, marito e moglie, quali serbansi ne’ j loro proprie, e prossime laterali cappelle, quella di San Filareto nella parte dell’Epistola, e quella dell’accennati Santi Martiri della parte del Vangelo, nej medesimi lati vi sono tre cappelle dall’una, e tre dall’altra parte che ugualmente corrispondono, nella parte dell’Epistola d’esso Altare maggiore, principia la prima dedicata al Nome del nostro glorioso Protettore San Filareto, jn cui vi stà il quadro del Patriarcha San Basilio, molto anticho, e bello, e che apportar suole venerazione, a’ chi s’adora, con sua cornice dorata, ed jn mezzo li gradini il Conservatorio di legno dipinto, dentro del quale vi stà riposto un Baguglietto con sua fodra di seta, raccamato d’argento, con sua serratura a’ chiave, e di sopra cinto con Fittuccie di seta, nel finimento de quali si vede, per maggior sicurezza a’ non aprirsi, impresso il Sigillo della religione, col corpo entro del nostro glorioso San Filareto, chiuso a’ chiave. V’è similmente nel sudetto serbatojo, una testa d’Argento, stipulata per l’atti del Magnifico Notar Giovanni Battista Tuppo della più volte mentovata Città, sotto li del mese d’Aprile dell’anno 1717, al quale ed ancora un Deto d’Argento, in cui si trova incastrato l’osso del Deto del medesimo Santo, non jntiero però, per caggion, che la sommità del Deto del medemo Santo, corrispondente all’Unghia fù data all’Eccellenza fù Signora Don Emanuela Agrilli Principessa di Cariati colla sua authentica, ja tempo venne  ad adorar il Santo. L'Altare sudetto vien Fornito, ed è apparato di tre tovaglie un jnanzi Altare, Discoletto, Pradella, cadilieri di legno dorati, e fiori usuali, carta di Gloria, Principio, e lavabo colle lor cornice dorate. 

La seguente Cappella è dedicata a’ Santa Macrina, ove vi stà il quadro della medesima santa, con jntorno altre quattro suore Basiliane colla sua cornice dorata, Pradella jn cui  si saglie per due scalinidi Fabrica, jnnanzi altare, tre tovaglie di tela, Discoletto, Carta di Gloria, Principio, e Lavabo

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3.11.21

Trascrizioni dalla Platea di San Filareto: 6. Conchiusione del Reggimento dall’Illustrissima Città di Seminara per la contribuzione d'annui ducati sei per la festività di San Filareto.

 PLATEA DI SAN FILARETO

(1735, Archivio Diocesano di Mileto)

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6. Conchiusione del Reggimento dell’Illustrissima Città di Seminara per la contribuzione d'annui ducati sei per la festività di San Filareto

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Ill.mo Signore Padre Abbate dell'ordine di San Basilio, commorante nel Monistero del glorioso Padre San Filareto  in questa Città di Seminara, validissimo oratore di *, con ogni dovuto ossequio, e riverenza, le rappresenta, qualmente in questa chiesa si conserva il corpo del glorioso, e di detto miracoloso Santo, e per aver la Città esperimentato ab jmmemorabile le continue grazie, e miracoli, che il sudetto sato dispenza alla giornata, non solo a’ Cittadini, ma a tutti j devoti, che concorrono da qualsiasi luogo, deliberò la sudetta Città eleggerlo per suo Protettore appò Iddio nostro Signore, acciò mediante la sua intercessione n’ottenesse le grazie, che le necessitano, come jn fatti si vedono alla giornata j continui miracoli, colla liberazione degl’ossessi, con dar la salute a’ qualsiasi infermità, coll’abbondanza della Pioggia, ne j tempi, che le  Biade necessitano necessitano d'’Acqua, e colla serenità dell’Aere,, ne j tempi conservansi pivosi, e altri miracoli, che per non tediar a V.S. Ill.ma si tralasciano; donde riconoscendosi la sudetta Citta obligata al cennato Santo, per le grazie, e miracoli espressati, deliberò come suo Protettore sollennizar la sua Festa, per ogn’anno, e per potersi fare colla dovuta decenza, ha costumato dare al Monistero docate sei per ogn’Anno, ed avendo richiesto li Signori Sindici odierni, per la consueta sudetta elemosina, o Donativo, mi risposero non poterlo sodisfare senza l’ordine, e beneplacito di V.S.Ill.ma, che però appoggiato al suo gran zelo, e charità, la supplica a’ nome di detto Santo ordinare foose sodisfatta detta elemosina, compromettendomi , a’ chi supplico, quam priegar il cennato Santo, per la conservazione, e maggior prosperità di V.S.Ill.ma, a’ chi supplico, quam Deus et i Mag.ci del Reggimento osservino il solito, quando non abbiano cosa jn contrario di riferire, Napoli 18, Aprile 1711, Aniello Pagano = Si fa fede per me sottscritto odierno Segretario di questa Città di Seminara, come avendo fatta diligente perquisizione nel Libro dei Reggimenti del corrente anno, nel sindacato del signori don Lorenzo Rossi, e Giuseppe Vitalone, trovo un Regimento, sono l’ultimo del mese di Novembre del prossimo caduto anno 1711, si intercetera , il seguente capitolo 13= E più si propone alle SS.VV:, che il Rmo Pre Abbate di uesto Venerabile Monastero di San Filareto Protettore di questa Città, fece supplica alli Ill. Sig. Francesco di Gennaro, che se li pagasse la solita elemosina di docati sei, per la festa di detto glorioso Santo, anno, per anno, dal quale Signor s’ordinò, che s’osservi il solito, che però per veder aumentata la Festa, e devozione di detto Santo, che sempre ci comparte grazie, con evidenti miracoli, dicano se si deve corrispondere detta elemosina, e tutti unica voce dissero, che si paghi anno per anno, detta elemosina, per aumento della detta Festa di detto Glorioso santo nostro Protettore, non ostante qualsivoglia altra necessità di questa Università; et receptis suffragiis, fuerunt inventa omnia alba ***** come in detto Reggimento et in fidem datum Seminarie die quinta mensis Februaris 1712. Ita es Notar Joseph Calogero hodiernus Secretarius dictae Civitatis, ***

Da quel tempo poi, lo Monistero, mercè la protezione di detto glorioso Santo, s’andò sempre aumentando, e nelel fabriche, nelle rendite, e nel decoro monastico, a’ riguardo pure della vigilanza deglia Abbati, che ci governarono, e presentemente vi governa il Rmo * Pre Abbate don Filiberto Agosta da Mammola, diligentissimo, si ad *nj beni temporali del monistero, con * di tutte le scritture, necessarie al sostentamento de *, e rendite del Monistero, e con complilazione della presente

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presente Platea,e col mantenimento esattissimo dell’osservanza,  e Disciplina Regolare, come in appresso con distinzione vedrassi, a’ segno che il Monistero si ridusse jn ottimo stato, come s'anderà descrivendo in particolare, così per li stabili, come per li mobili, cesni enfiteutici, Bullali, rendite, ed altri effetti d’esso.

Primieramente per corrispondere all’obligo nostro, conferiti jnnanzi al Pian del luogo prima detto della SS.ma Trinità di Seminara, oggi di San Filareto, nell'entrar della Chiesa, dedicata al glorioso Santo accennato, abbiamo ritrovato un portico di Pietra con duo scalini, per lo quale s’entra nella chiesa, dalle finestre in sù edificata dall’odierno Reverendissimo Padre Abbate Provinciale Don Giuseppe Grillo, che fece fare con tutta semetria, la suffitta, Porte, finestre, con tutto ciò, che n’è di legname, l’Arco maggiore, il Pavimento, la copertura, e da rustica la pose in polito; Abbiamo ivi osservata la Porta di legno, munita con tutti j ferramenti necessarÿ, e per la fortezza sudetta, e per la clausura; Ne j lati dell’accennata Porta della parte di Fuori, si veggono due colonne, con j loro pedistalli, e finimenti, tratti con buono artifizio, e due Nicchie poco distanti dalle colonne, affinché a’ suo tempo per ornamento della prospettiva della chiesa, vi si possano riporre le statue proporzionate a’ dette Nicchie, e far comparire più bella la facciata della menzionata chiesa, la di cui prospettiva è stata fatta con tutte le regole dell’Arte, e secondo le proporzioni geometriche, osservandosi nella parte di sopra in Luoghi proporzionati, tre ampie finestre, per dar lume al Coro, e queste formate con tutte semenia, co j lor finimenti, e co j vetri per ornamento; della parte destra settentrionale, ritrovandosi la Base del campanile, rende più ampia, e più bella la veduta della chiesa, facendo un nobile Finimento, che danno un bel risalto all’occhio di chi le mira essendo il sito jn luogo alto, e Superiore alla Città di Seminara, che riguarda l’Oriente, e da dove con distinzione d’osservano tutti j Luoghi della Piana; Ed entrati poi da detta Porta in chiesa, che per j stucchi, Archi, Nicchie, con proporzioni geometriche, Gelosie di legno ben lavorate, con tutta proporzione, che rendono vaga la veduta del Coro, sue ampie finestre con j vetri quantunque ancora non finiti, ed attutto terminati, dimostra una bellissima veduta, e questa fù con tutta sollennità, accompagnata dallo sparo d’innumerabil mortaretti, da foltissimo concorso di Popolo, e del Giubilo di tutta questa Città, il di cui magistrato v’assistè in forma pubblica, benedetta dall’Abbate * Don Domenico Fazzini, oggi Abbate nel Salvadore di Messina, nell'anno 1729.

1.11.21

Trascrizioni dalla Platea di San Filareto: 5. Concessione dell’Illustrissima Città di Seminara per la Fiera Franca.

  PLATEA DI SAN FILARETO

(1735, Archivio Diocesano di Mileto)

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4. ↔ 6.

5. Concessione dell’Illustrissima Città di Seminara per la Fiera Franca

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In Dei nomine amen. Anno millesimo septingentesimo decimo tertio, die vero prima mensis Novembris, in Civitate Seminarie, ad honorem BB. Sanctorum Philareti, et Elie, nostrorum Protectorum, Fidem Facio, et in Verbo Veritatis attestor ego infrascriptus hodiernus Archivarius predicte Civitatis, et ad quos qualiter facta diligenter perquisitione in Libris Regiminum predicte Civitatis, invenio inter alias, expositiones facta per Ill.mo Sindicum Nobilium D. Laurentium Rossium, anno millesimo septigentesimo undecimo, die vero septimo mensis Junÿ, infrascriptam prepositionem. = E più si propone alle SS. VV. come già li RR. PP. Greci si ritirarono nel lor nuovo Monystero, sin dall'ultimo del mese di maggio, ed oltre della sollennitàper la traslazione del corpo del Glorioso San Filareto nostro Protettore dall'ospizio del Borgo di San Francesco d'Assisi di questa Città, nel detto nuovo e Venerabile convento e si fece una bellissima, e Franca innanzi al Piano di detto Monastero, in contrada la Trinità, fatta franca per devozione dall'Affittuarÿ, delli Corpi, e Gabelle di questa e Gabelle di questa Università, e Gabelloti della Foglia e Salume: che però avendosi  ciò principiato in onore del Santo nostro Protettore, e redundato a’ beneficio, e commodo *, e di bene continuarsi ogn’anno detta Perdonanza, seu diera, e per quattro giorni franca d’ogni dazio appartenente a questa Università, cioè franca due giorni prima, e due doppo, una col giorno si stabilerà in futurum detta festa per ogn'anno. Ed intesa da tutti detta proposta, da tutti viva voce, nemine discrepante anno dato il loro consenzo, e beneplacido, che s'osservi in futurum, quanto di sopra, jn onore di detto santo nostro Protettore, et fuit cnclusum et alias ut in dicto  Regimine, cui melius *** Notarjj == La Città di Seminara, ancor non sazia di corrispondere a’ j cotidiani * la di lui festività, nell'anno seguente ad una semplice supplica del * Abbate di quel tempo,  * dall’ottima propensione dell’anzidetta, e dall’antica consuetudine, si fece un Parlamento pubblico nel quale si stabilì che si paghassero, e si continuassero a pagare li docati sei per ogn’anno a’ benefizio di detto Regal Venerabile Monistero alfine di maggiormente solennizzarsi la Festività di detto Santo da cui ne ricevevano e ne ricevono alla giornata continue le grazie, così in particolare, colla liberazione degli ossessi, e Salute

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salute a’ qualsiasi infermità, come in generale coll’abondanza delle Pioggie, ne j tempi, che vi è necessità, e della serenità dell’Aere, ne j tempi continuamente piovosi, ed in altre urgenze del Publico come il tutto più diffusamente si vede dalla copia della Seguente Supplica, e Regimento anzidetto, j di cui * veggonsi uniti nel sudetto Libro, ove si son registrate l’altre scritture volanti del Monistero a ff.


31.10.21

Trascrizioni dalla Platea di San Filareto: 4. Giorno ed anno della traslazione del Monistero e delle Sante Reliquie di San Filareto.

  PLATEA DI SAN FILARETO

(1735, Archivio Diocesano di Mileto)

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3. ↔ 5.

4. Giorno ed anno della traslazione del Monistero e delle Sante Reliquie di San Filareto

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Da quel tempo in poi s'andò sempre aumentando la fabrica, a' segno che terminata di rustico sin al primo quarto * orientale, che presentemente comparisce abbellito, e formata una chiesetta per la celebrazione delle messe,  e dej divjni uffici, nel dì penultimo di maggio dell'anno millesecento ed undici, 1711, si ritirarono li PP. anzidetti in detto nuovo Monistero,  e nel dì seguente, si furono trasportate dall'Ospizio predetto di San Francesco d'Assisi, le reliquie di San Filareto, nell'odierno monistero. In quel tempo, pubblicatasi questa Fama richiamò la devozione dei Popoli, a' vagheggiare santamente non men la splendidezza delle Pompe della Città di Seminara, vestita tutta allora di Giubilo, udendosi per un triduo concenti armonici per tutte le strade della medesima, e vedendosi varÿ scherzi di fuochi artifizialim e per tre Notte continue accesi i lumj per tutte le finestre delle Case, sforzandosi in quel tempo ognuno a dar ossequi di venerazione al Santo Protettore, anche collo sparo reciproco di mortaretti, e nel vasto piano di detto nuovo Monistero, e per la Città tutta. Nel suddetto giorno poi stabilito uscì dalla chiesetta dell'Ospizio, una ben ordinata processione, vestiti e' gli Nobili e i Popolani tutti a gala, ognuno secondo il proprio stato, e condizione, con l'aver l'Arcidiacono di quel tempo don Geronimo Grimaldi accompagnato con tutto il clero secolare e regolare, e dal Magistrato della Città, che vi concorsero nella publica forma, tanto per il convito fatto da j PP. quanto per la propria devozione ed obligo speziale verso il Santo portato processualmente sopra un Trionfo riccamente addobato, sotto un Baldacchino di drappo, con suoi freggi dorati il Sagro deposito, per tutte le strade della Città, ripondendolo su l'Altare maggiore di ciascheduna chiesa; fin al Piano dell'odierno Regal Monistero, dove si steva apparecchiato un Altare, adorno di candilieri, fiori, ed altri superletili festivi, con orditura ivi dilettevoli, a chi li mirava, e pronto inviensi l'Abate di quel tempo D. Giosafat Coniglio, vestito pontificalmente con piviale, Mitra e * con suoi Assistenti, e PP. tutti processionalmente, con Torchi accesi nelle mani, a' manifestar ***, in ossequio del Santo, che dopo aver incensato il Santo Corpo, e fatte le * scritte da rituale, sì lo riceve', riponendolo su l'altare sudetto, illuminato dallo splendido ornamento di numerosi lumi, che saziava la vista, colla pompa brillante del suo nobile apparato, stimolando così la Pietà dei Popolim che con foltissimo concorso inondavano quel Piano, col * tamburri, e serbandolo * esposto, fino a tanto si cantarono l'inni, ed orazioni del Santo *, ed in tanto sommo era l'applauso, e godimento del Pubblico,  a tributare l'ossequio della sua * Pietà verso il Santo, il quale era stato sia da tempi immemorabili declarato Protettore: Le campane tutte risonavano con bel concerto, e s'udiva lo sparo d'innumeroli mortaretti. Terminata simile funzione avvenuta con tutto decoro, ed applauso, furono trasportate le Sante Reliquie nell'angusta chiesetta, d'esso nuovo Monistero,  dove si cantò una messa sollenne, e dopo l'adorazione di tutto il Popolo, serbandosi per molto tempo in una Camera del chiostro, ove si tenea sempre venerazione

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venerazione del Santo. In quel giorno dedicato alle glorie della SS. Trinità, ed addetto alla Traslazione delle suddette Sante Reliquie, per il gran concorrimento dej Popoli, che applauidvano tutti alla sollennità del Santo confessore, si promosse dalle persone medeme jnteressate, affittuarÿ, e Gabellieri, deª corpi * a riguardo della gran moltitudine delle genti accorsevi, farvisi il giorno della festività del Santo per ogn'anno una pubblica, e Fraca Fiera, tutta addetta a' celebrar gl'onori del glorioso Protettore; qual promozione fù bene intesa, ed applaudita dal Magistrato della Città, che v'assistè con fervida Devozione alla sollennità di quel dì cotanto segnalato, tanto che di commun consentimento, per dimostrar al Santo Protettore la tenerezza dei loro affetti filiali, determinarono di fare un Parlamento, alfin di conchiudere la testè mentovata Fiera, e realmente nel dì settimo del mese di giugno del detto medemo anno 1711: si propose nel Publico Parlamento, il stabilimento dell'anzidetta Fiera, e si conchiuse, niuno contradicendo a' tal proposizione, gridando tutti, che quel decreto si voleva perpetuo: La conchiusione si fù, che per ogn'anno, duo giorni prima, e due doppo, si facesse nel piano dell'odierno nuovo, e Venerabile Monistero di San Filareto, una Fiera franca, libera, ed jmmune d'ogni Dazio, Peso, e Gabella, come apparisce dal Parlamento sudetto, scritto in carta Pecora, conservato coll'altre scritture, nell'Archivio del sudetto Regal Monistero, del modo che qui da Noi fedelmente trascrivesi. = La copia è tale. =

(segue)

 

Trascrizioni dalla Platea di San Filareto: 3. Quivi pensarono i PP. Basiliani di stabilire il detto lor nuovo Monistero.

  PLATEA DI SAN FILARETO

(1735, Archivio Diocesano di Mileto)

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2. ↔ 4.

3. Quivi pensarono i PP. Basiliani di stabilire il detto lor nuovo Monistero

ed. facebook.

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Quivi pensarono i P.P. Basiliani di stabilire il detto lor nuovo Monistero, siccome jn fatti, sin dall'anno milleseicentottantanove, 1689, alli 28 di luglio, come apparisce negli atti del fù Notar Michele Guardata di questa medesima Città, il Procuratore del suddetto Monistero di San Filareto, allora commorante nell'Ospizio comprò dalla Magnifica Isabella di Franco un fondo sito nella mentovata contrada della SS. Trinità, alfine d'erigersi, fondarsi, ed edificarsi detto Monastero, che però alli 18 ottobre del 1695 fu cominciata la fabrica teste menzionata dal Proc. Abate fu don Pietro Giovanni Curcio. così colla licenza di Mons. Vescovo di Mileto, come dal Reverendissimo fù Abate *** don Apollinare Agresta da Mammola, come apparisce dal seguente Memoriale con suo rescritto in data del 6 maggio 1993, serbato esso originale coll'altre scritture del Monistero, al libro folio---… e monaci commoranti nel monastero di S. Filareto di Seminara, dell'ordine di San Basilio … supplichevolmente espongono, come più mesi sono, anno…,  si volesse … concedere la sua Santa Benedizione e beneplacito di poter traslocare detto Monistero, in un altro luogo, contiguo, a quei PP. Cappuccini, che detto Monastero comprò a tal effetto, a causa dove si attruova al presente, per esser quasi attaccato con case di secolari, e di Donne, e poco decente al stato monastico, ed assai discrepante al decoro religioso… commetter al Vicario Foraneo di detto luogo pro relazione, dal quale è stato … che col parere, ed assenso di quei PP. Cappuccini, ed osservanti, testificò esser di
 
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disturbo all'osservanza monastica, quel sito, ove al presente si trova quel Monastero, et unico per maggior servizio di Dio, ed augmento della disciplina regolare, il luogo, dove desiderano trasportarlo essi oratori, E perchè sarebbe tempo opportuno a procurar la calce, e l'altro materiale, per la nova pianta del detto Monistero, nel prenominato luogo, contiguo a quei PP. Cappuccini suddetti. Pertanto au suoi piedi supplicando humilmente la sua benignità a' poterlo trasportarem ch'oltre esser opera molto necessaria, per il culto divino, e decoro dell'habito, il tutto si riceverà a grazia, specialmente … Licent  oratoribus procedere ad edificium novÿ monasteri, ac Ecclesie in situ supre descripto: Mileti die sexta Maÿ 1693: B: Episcopus. = =


Platea di San Filareto. Anno 1735. Estratti. Homepage.

ARCHIVIO DIOCESANO DI MILETO


 ESTRATTI. Anno 1735.

21.10.21

Trascrizioni dalla Platea di San Filareto: 2. La costruzione del nuovo monastero.

  PLATEA DI SAN FILARETO

(1735, Archivio Diocesano di Mileto)

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1. ↔ 3.

2. La costruzione del nuovo monastero

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Per qual cagione accresciuti gli effetti al Monastero, con maggior fervore posero in esecuzione i PP. la lor intenzione di edificare il luogo più sollevato, ritirato e spazioso, detto novo Monistero siccome infatti aveano  di già … sin dall'anno 1695 sotto lì 18 ottobre giorno dedicato al glorioso Sa Luca, in cui … la prima Pietra di sui fondamenti, e proprio nel mezzo, e della chiesetta di S. Maria delle Grazie, e il convento dei Padri Cappuccini, v'era nei tempi trasandati un Monistero Basiliano sotto il titolo della SS. Trinità, fondato colle proprie Facultà di Sua Casa, dal padre Abate fù don Paolo di Seminara, uomo di Santa … e discepolo di San Bartolomeo di Rossano, abate e fondatore del Monastero di Grotta Ferrata,  … conservatasi nell'Archivio d'esso Regal Monastero, fatta dal medesimo, le di cui rendite… Eugenio IV Sommo Pontefice Romano alla cui chiesa Badiale della Trinità di Mileto, che attualmente...

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attualmente l'esige, e realmente veggeansi allora i vestigi della chiesa diruta, della SS. Trinità di questa Città di Seminara, come da detta Scrittura, che qui fedelmente si copia, serbato l'originale coll'altre scritture d'esso Regal Monistero.

FONDAZIONE DELL'ANTICO MONASTERO DELLA SS. TRINITA', OVE OGGI E' IL NUOVO MONISTERO SOTTO IL TITOLO DI SAN FILARETO. [per il latino scrivo quel che mi riesce di leggere... anche se le forme mi paiono scorrette e soprattuto non ho qui disponibile i font appositi per la scrittura paleografica che si dovrebbe conservare: sarà un lavoro di revisione successivo]

Istrumentum fundationis  monatserii SS. Trinitatis Seminarie ex carta * Per vetusta membranacea, greco idiomate descriptum, quod in Archivio Collegii Grecorum Rome asservatus.

Optimus est ordo, ut qui opus aliquod, vel sermonem auspiciatur, a Deo ducat initium, et in Deo conquiescat. Atque ideo homines huic veluti legi obtemperantes, confirmant que * inter se statuunt, Deum sibi ut testem, ac Vindicem assumentes. Quampropter com Nos etiam verum sacratum contestationem, firmam solidamque prescribere instituerimus, Deum ipsum,  principium, medium, ac finem facimus. In nomine ergo Patris, et Filÿ, et Spiritus Sancti, principiative, scilicet omnipotentis, consustantialis, et indivisibilis Trinitatis, quod a me Seminarie fundatum est, expono que subsequntur Deus interim, qui omnia novit, ante ipsorum productionem, omnia condit, et jmmutat, qui ex nocte, diem conficit, ex tempestate vero tranquillitatem, quid superbis resistit, humilibus autem gratiam impartitus, adsit meis inceptis. = Ego igitur enutritus a’ meis Parentibus, et a’ tenella adhuc etate, optimis institutis, et moribus instructus, missum sum jn magnam Urbem Romam, et in Venerabili Monasterio Beati Bartolomei, quod a’ Crypta ferratam appellationem habet, comode receptus sum, ubi diu’immoratus, et sacra, ac Monastica disciplina initiatus, ab eodem Sacto Patre, et Abate meo, in Monachum receptus, et detonsus sum, mox vero Sacerdotÿ dignitate insignitus, firmiter ibidem inherebam; Verum cum ingenti flagravem desiderio videns Matris eiusq: Benedictionis obtinende, egressus Monasterio, abÿ Salernum, ubi mea Genitrix jmmorabatur, cuius venerando aspectu, et conversatione mirifice’ recreatus, et quod eius est, eius Sanctis precibus, una cum ipsa jn Calabriam migravi, ut maiorum meorum predia viderem, ut ex hac enim Regione originis nostre seriem ducimus, et ex hoc discessimus, metù Saracinorum, qui eam multis ab hinc annis, quotidie’ depopulabuntur - Cum autem omnia, que ad nos pertinebant, perdita, profligatoque jnvenissemus, et iuxta temporum vicissitudines, dominia, ac Principatus essent jmmutati, nec ullu posset jndigena ab aliorum dominatu nostra eximere, sine valido conatu, jndustria, et consuetudine cun Princibus adhibenda, decrevi mihi meisq; ubnixe opitulari, instare, … … … ====

(segue)

19.10.21

Trascrizioni dalla Platea di San Filareto: 1. Le reliquie di San Filareto.

PLATEA DI SAN FILARETO

(1735, Archivio Diocesano di Mileto)

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0. ↔ 2.

1. Le relique di San Filareto

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«Roggiero Conte di Calabria e di Sicilia.
Nell'anno * della Nostra Salute mille seicento novantatrè, 1693: all'undici di gennaio verso le ore venti una, in un giorno di  Domenica, avvenne un orribile Tremuoto, colla rovina di molti luoghi della Sicilia, ed allora fù diroccato, e rovinato affatto il Monistero anzidetto di San Filareto, tanto che si era reso inabitabile. Li Religiosi privi vedendosi d'abitazione, si ritirarono nella Città di Seminara, nel loro Ospizio, che teneano per comodità de' Religiosi ammalati Religiosi, e per isfugir eglino la cattività di quell'Aere, nell'Està, quando soleano nella maggior parte infernarsi, situato nelle circonferenze d'essa Città, e propriamente nel Borgo detto di San Francesco d'Assisi. Havendo costoro, secondo la pubblica voce, fama, e tradizione inconcussa, ed indubitata, tentato più, e più volte, di cavar le Sante Reliquie, per tenerle con maggior Venerazione, perché non era venuto ancora il tempo prescritto dalla Divina Provvidenza, mai ebbero il loro jntento, e considerando che il pregievol Deposito del Corpo di San Filareto, dopo la rovina del suddetto Monistero, era per restar in quella Chiesa diruta, per tanto colla licenza del Reverendo Padre * de' Basiliani * D'Apollinare Agresta da Mammola, a jl diciassette, 17, Febrajo dell'anno mille seicento novantatrè, 1693, portatosi il Padre Abate di quel tempo fù Pietro Giovanni Curcio, coj suoi Religiosi, ed altre Persone chiesastiche, di bona Vita, e fama, apparecchiatesi, prima con orazioni, e mortificazioni, priegando fervidamente il Santo a scuprire il suo Santo Corpo, poi in presenza del pubblico Notaro fù Domenico Guardata di questa Città, dopo molto scavamento, ritrovarono primo a lato d'una cappella, un'urna di creta cotta, tutta jn un pezzo, ma osservandola vuota, solamente con poca cenere, parte nera, e parte lucida a' color d'oro, che traspirava una grande flagranza, quasi di Paradiso, sospettarono, o' che fosse il Santo Corpo sepellito altrove, o che fosse stato rubato da mano sagrilega, perciò erano per lasciare l'impresa, quasi abbandonati dalla speranza di poterlo ritrovare; Ma volendo il Santo consolare quei buoni Religiosi, gli spirò di cavare più sotterra, d'onde rivoltata l'Urna vuota, non dopo molto scavamento, in un'Urna pur di mattoni ritrovarono le cotante desiate Reliquie.
 
In quel tempo fù grande il giubilo di tutti i circostanti, credendo ***, come l'era, d'esser quello il Corpo del Santo, per essersi osservato mancante di quello medesimo Braccio, che si conservava nella Collegiata di questa anzidetta Città, in un Braccio d'argento,  e riposte in un Baguglietto fedrato, si portarono nell'accennato Ospizio del Borgo, dove per più validamente stabilire la verità d'esso Corpo, si convocarono li Medici più accreditati, i quali fecero oculare ispezione di quelle sante ossa, in tutte corrispondenti al Braccio che in detta chiesa Madrice si conservata; Divulgatasi la fama della invenzione del Sagro Corpo per la Città di Seminara e luoghi convicini, si svegliò la pietà de fedeli e richiamò foltissimo concorso di popolo, implorando tutti il validissimo patrocinio del Santo, ed allora un gran numero d'infermi, con applicare a varie * ritrovata, o i mattoni del Sepolcro, o le istesse Reliquie, riebbe la smarrita Salute; quindi le menzionate Ossa, per decreto della Viscovil Corte di Mileto, ove si ritrovava Vescovo Monsignor Don Domenico Berardini di * a riguardo delle prove autentiche, sì per la struttura delle sante Reliquie, proporzionate al Braccio che del Santo Confessore conservavasi, ed attualmente conservatsi in essa Madrice Chiesa   della città predetta, in un braccio d'argento, di cui il Santo **** dei miracoli e delle grazie, dispensate allora da Dio, ad intercessione di San Filareto, *** del Decreto uscito da detta Vescovil Città di Mileto, che nell'Archivio di questo Regal Monistero, in carta *** si conserva del tenor che siegue. = 
 
Fidem facio, ego infrascriptus *** qualiter perquisitis actis huius episcopalis Archivii inter alios  huius Milet. Diocesis --- Basilii Magnii in anno millesimo sexcentesimo nonangesimo septimo 1697 ***»

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... esposte alla pubblica adorazione della suddetta chiesetta dell'Ospizio anzidetto, quale tra per esser molto ... per abitazione delli Religiosi, addetti al servizio della chiesa del Santo, e tra perchè ancora gli Religiosi 

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Religiosi per la soggezione de secolari, non potea menare una vita, seconda la prescrizione delle loro regole monastiche, pensarono edificare il nuovo Monistero, in luogo più adatto, e confacevole al loro Santo Stituto, e nel mentre ivi con detta Santa intenzione dimoravano, molestati dal Procuratore del Seminario di Mileto, di pagare a quel Seminario il jus Cathedratico, non ostante la Bolla, seu indulto generale conceduto alla Religione Basiliana, dalla Felice Memoria di Clemente Papa VIII, sommo pontefice Romano del 1641, dagli sacerdoti don Michele Morabito e don Michele Silipinghi di questa Città, toccante all'esenzione suddetta, e che ab immemorabili non si pagò mai detto Cathedratico, ritrovata in detto Archivio d'esso Regal Monisterio, e conservata nel Registro delle altre scritture del tenor che siegue.


(segue)

22.5.21

Mandalari: citazione di Dante.

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Poiché la carità del natio loco

Mi spinse, raunai le frondi sparte,

E rendeilo a colui…

DANTE A. Inferno Canto XIV.

Giannantonio Mandalari: Fra Barlaamo Calabrese, maestro del Petrarca. - Homepage.


Giannantonio Mandalari

FRA BARLAAMO CALABRESE

maestro del Petrarca

Roma

Tipografia di Carlo Verdesi

Via in Aquiro N. 106

1888.

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0. Citazione di Dante.

1. Dedica alla città di Seminara.