Blog Collegati e Post in evidenza: - ARCHIVUM - GENEALOGIA - LETTERATURA - OSSERVATORIO - SOCIAL - CARL SCHMITT STUDIEN - CALABRIA ULTRA - SAGGIO - COMUNICATI STAMPA: 3.8.25 - 4.7.25 - 27.8.26 - COMUNICAZIONI SOCIALI: 14.8.26 - RENDICONTAZIONE del 5 x 1000: 2023 - 2024 -ARCHIVUM - GENEALOGIA - LETTERATURA - OSSERVATORIO - SOCIAL - CARL SCHMITT STUDIEN - CALABRIA ULTRA - SAGGIO - COMUNICATI STAMPA: 3.8.25 - 4.7.25 - COMUNICAZIONI SOCIALI: 14.8.26 - RENDICONTAZIONE del 5 x 1000: 2023 - 2024 - 2025 - 2026 -

9.4.22

9/PSF - Nomi

 9/PSF/Home

Nomi Elencati

A.

ABCDEFGILMNOPRSTV- XZ -

Antonio Chieppi.

Antonio Zetera Restuccia.

Antonino Soraca.

Notar Antonio Vicari.

Antonino Zillepa.

Antonio Gallo.

Antonino Scidà.

Antonino Vaccaro.

Antonino Ammeraglia.

Antonino Tripodi.

Antonino Bottari.

Antonino S. Amantea.

Antonino Lamarra, alias Cucuzella.

Antonio Candido.

Antonino Bompani.

Antonino Suraci.

Antonino Santajti.

Antonino Pipino.

Antonio Cullura.

Antonino Gullo.

Antonino Dominici.

Antonina Pipino.

Antonino Minniti.

Antonio e Stefano Joculano.

Antonino Gullo di Giacomo.

Antonino Jannello.

Antonino d'Amico, Giuseppe Galletta e Giuseppe Borelli.

Andrea Richichi.

Antonio Benefati.

Andrea Ghannò.

Agostino Longo.

Antonino Barritteri.

Antonio Cidoni qm Tomaso.

Antonio Valenti qm Francesco.

Antonino Costarella.

Antonio Baghalà.

Andrea Gioffrè.

B.

ABCDEFG ILMNOPRSTV- XZ -

Don Bruno Goriano.

Bruno Pintimalli.

Bruno Jenaro.

Bruno di Condina.

Bruno Candido.

Bruno Suraci.

C.

ABCDEFG ILMNOPRSTV- XZ -

Caterina Summa.

Caterina Morabito.

Candiloro Repaci.

Caterina Pulicari.

Carmine Canino.

Comvento del SS. Rosario.

Convento di San Francesco d'Assisi.

Venerabile Chiesa di Santa Maria dei Poveri.

Chiesa di San Leonardo.

Chiesa dello Spirito Santo.

Congregazione di San Michiele Arcangelo.

Chiesa del Santissimo di Sant’Anna.

Convento di San Francesco di Paola.

Carmine Fullotta.

D.

ABCDEFG ILMNOPRSTV- XZ -

Domenico di Reggio.

Domenico Palermo.

Domenico Idà lo Rizzo.

Domenichella Lamarra.

Domenico Furnari.

Domenico Passarella.

Domenico Zirilli.

Domenico Pipino.

Domenico Miano.

Domenico Falcone.

Domenico d’Angiolo.

Domenico Polimeni. 

Domenico Cristofaro.

Domenico Corso.

Domenico di Caria.

Domenico Grilluni.

Canonico don Domenico Silvestri.

Don Domenico di Franco.

Domenico e Bruno Oliva.

Ducal Corte di Seminara.

Don Domenico Canonico Calogero.

Domenico di Martino.

Domenico Tripodi.

Domenico Martello.

Don Domenico Barba.

Domenico Tomarchi.

Domenico Mileto.

Domenico Caracciolo.

Domenico Sinopoli.

Domenico Leuzzi.

Domenico Caloÿero.

Domenico d’Agostino.

Domenico Capoferro.

Domenico Zirilli.

Domenico Ammeraglia, Giacchino Aricò, Pietro Placido, e Giuseppe Rotondo di Palmi.

Domenico Clementi.

E.

ABCDEFG ILMNOPRSTV- XZ -

Elisabetta Baruni.

Elia Alfarone.

Don Emanuele di Franco.

Emanuele Laghanà.

F.

ABCDEFG ILMNOPRSTV- XZ -

Francesco Calderazzo.

Francesco Colicchia.

Francesco Cutrì.

Filareto Passarello.

Francesco Schimizzi.

Francesco Zuccaro.

Francesco Gatto.

Francesco Genoese.

Francesco Alfarone.

Francesco Tomeo.

Francesco Barba.

Francesco Sonnà.

Francesco Bompane.

Francesca Pulicari.

Francesco Scupelliti.

Don Filippo Canonico Repaci.

Clerico Francesco Tomasello.

Reverendo Don Francesco Signor Arcidiaconono Clemente.

Francesco ed Antonio Zuccaro.

Francesco Tissarella.

Francesco Crisafi.

Francesco don Agostino.

Francesco Dominici.

Filareto Bompani.

Francesco Galati.

Fran cesco d'Arena.

Filareto Jannello.

Francesco Chirrì.

Francesco Morabito.

G.

ABCDEFG ILMNOPRSTV- XZ -

Giovan Battista Monezio.

Don Gregorio Lemmo.

Giuseppe Melare minore, Francesco Cascietta, Giuseppe e Stefano Nesci insieme.

Geronimo Jnfantino.

Giuseppa Cristofaro.

Giuseppe Cariddi.

Giuseppe Caldarazzo.

Giuseppe Milignano.

Giacomo di Mercurio.

Giuseppe Antonio Tomeo.

Dottor Giuseppe Alfonzo Tuppo.

Giuseppe Cuzzola.

Giuseppe Terranova.

Giuseppe Russo di Silvestro.

Giovanni Pardo.

Giuseppe Barritteri.

Giuseppe Patranta.

Giuseppe Melara qm Leonardo.

Giuseppe Grio.

Giuseppe Chieppi.

Giuseppe Bellecca.

Don Giuseppe Antonio Russo.

Giulia Millino.

Giuseppe La Rosa.

Giuseppe Pizzinni.

Giacomo Joculano.

Giuseppe Lombardo.

Giacomo Cancelleri.

Giacoma d’Oria.

Geronimo Romeo.

Canonico don Giuseppe d’Alessandro.

Giuseppe e Antonio Safioti.

Giuseppe Muscari.

Gennaro Benedetto.

Giuseppe Raimondo.

Giuseppe Pellicanò.

Don Giuseppe Canonico Tissarella.

Giuseppe Dominici.

Giovanne Laghanà.

Giuseppe Catalano.

Giacomo Tripodi.

Giuseppe di Caria.

Girolamo Cariddi.

Giuseppe Antonio Jtaliano.

Gregorio Gallo.

Giuseppe Schimizzi.

Giuseppe Nesci di Paolo.

Giovanni Battista e Domenico Cidoni.

Giuseppe Cuzzopia.

Giuseppe Gioffrè.

Giuseppe Battista Predicara

I.

ABCDEFG ILMNOPRSTV- XZ -

Isabella Salerno.

Innocenzio e Felice Grimpito.

L.

ABCDEFG ILMNOPRSTV- XZ -

Lorenzo Valenti.

Lorenzo Giordano.

Don Lorenzo Rossi.

Luca Celi.

Luiggi Tissarella.

Luciano Bonasera.

M.

ABCDEFG ILMNOPRSTV- XZ -

Maria Lamarra vedova di Giuseppe di Genua.

Maria Barritteri vedova di Pietro Gioffrè.

Monistero della Santissima Annunziata.

Monistero di San Mercurio.

Marco Gallo.

Michele Smeraglia.

Matteo Evangelista.

Mercurio Fidili.

N.

ABCDEFG ILMNOPRSTV- XZ -

Nicola Cariddi.

Nicola Ghannò.

O.

ABCDEFG ILMNOPRSTV- XZ -

P.

ABCDEFG ILMNOPRSTV- XZ -

Petronilla Gioffrè.

Paolo Giustra.

Pietro Russo.

Paolano Fallaccari.

Paolino Chirchiglia.

Reverendo don Pietro Vicari.

Petronilla d'Aquino.

Paolo di Caria. 

Paolo Tudisco.

Pietro di Caria.

Pietro di Napoli.

Dottor Paolo Chitti.

Pietro Michelizzi.

Paolo Buggè.

Paolo Oliva.

Don Paolo Canonico Lamarra.

Pietro La Maestra.

Paolo Galati.

Paolo Cullura.

Paolo Morabito.

Pietro Fidili.

Pietro Pifano.

Pietro Pirruni.

Paolo Lamarra.

Pietro Sergi.

Paolo d’Ilio.

R.

ABCDEFG ILMNOPRSTV- XZ -

Rosa Fraÿa vedova di Giuseppe Infantino.

Rosario Buggè.

Rocco Murganti.

Regio Sacro Monte.

Rosa Tripodi.

S.

ABCDEFG ILMNOPRSTV- XZ -

Salvatore Candido.

Santo Cristofaro.

Salvatore Zillepa.

Simone Vaccaro.

Salvatore Sacco.

Santa Dominici.

Santo Fedele.

Santo Raimondo.

Salvatore Tripodi.

T.

ABCDEFG ILMNOPRSTV- XZ -

Tomaso Licopoli.

Tomaso Colaciuri.

V.

ABCDEFG ILMNOPRSTV- XZ -

Reverendo don Vincenzo Geraci.

Violante Garufi vedova di Giovanne Arcudi.

X.

ABCDEFG ILMNOPRSTV- XZ -

Z.

ABCDEFG ILMNOPRSTV- XZ -

8.4.22

Platea di San Filareto: Pag. 40 : La Gabella di Carrà

 Pag. 40: La gabella di Carrà.
 
Il predetto venerabile, e Regal Monistero di San Filareto in questo Territorio della Città di Seminara, e nell'anzidette pertinenze di San Filareto, ha', e da vero Signore, e Padrone tiene, e possiede un'altra Gabella di terre aratorie detta, e chiamata Carrà, situata e posta in parte costeriosa, che riguarda l'occidente, consiste in terreno bianco tomolate cinquanta, quale che detto occidente limita, e confina con l'anzidetto fiume nomato di Palagano, da mezzogiorno colle Terre del Magnifico Paolano Fallaccari, che ebbe in enfiteusi da esso Venerabile, e regal Monistero di san Filareto, dall'oriente, colla anzidetta Gabella chiamata di Zambararo sopra il Piano, e dal Settentrione l'altra Gabella d'esso venerabile e regal Monistero detta della formiculusa, si suole affittare essa Gabella di Carrà grano bianco tomolate trenta quattro per ogn'anno, pervenutali ad esso Archimanditral Monistero di san Filareto, dall'antiche concessioni, a suo favore fatte, come nel principio della presente Platea si può* osservare, nella Donazione fattali dalla contessa Adilasia, e suo Figlio Roggiero di *** e dall'altre Platee antiche del Medesimo Monistero, e specialmente a quella formata nell'anno 1635 al folio 5 ***
Don Antonio Grimaldi
***

7.4.22

Pag. 26 ss.: Descrizione di interno. Scala maggiore del Monistero.

 Pag. 26.

Die vigesimo primo mensis Februarrii XIII Inditionis, millesimo septingentesimo quinto: 1735, in Civitate Seminarie, ***

Scala maggiore del Monastero.

Nell'anzidetto primo quarto orientale, nell'entrar dal suddetto supportico, e prima di giungere alla Porta per cui s’entra nel camerone della cucina, si vede un magnifico Portone fatto di Pietre intagliate colla sua porta di castagna, munita colli suoi ferramenta, e catenaccio, per serrarsi di dentro, da ove s’entra nel suddetto Monistero, e per una scala a' Lamia Reale spaziosa, e commodis*, divisa in tre ordini di soglie in esso: Nel primo ordine vi sono quindici scalini, per li quali si saglie al Piano, ove si vede appeso un lampiero, colla sua lampade, che si suole accendere nella notte, ed una Finestra, che riguarda l'oriente per cui entra il lume, a' renderla luminosa: Nel secondo ordine vi sono altri duodici scalini, per li quali si saglie al secondo piano, ove s'osserva l'altra sua Finestra, che prende il lume anche dall'oriente, in cui si saglie per tre gradini, adornata colli suoi vetri, a' semetria* dell'altre delle camere d'esso quarto orientale, ed attaccato al muro, si vede un quadretto di san Geronimo; Nel terzo ed ultimo ordine si vedono cinque altri gradini, per cui si saglie al suo Piano, e si mira il Dormitorio del prefato quarto, e dell'altro che sporge al chiostro anzidetto, ove a' dirittura di detti scalini, sù il Piano, appeso nel mezzo, si osserva un altro lampiero, colla sua lampade, che sìaccende ogni notte, per commodo e' della scala predetta, e del sudetto Dormitorio, in cui a' dirimpetto alla lampada, si vede un quadro della Vergine Santissima, con due altri Santi Basiliani, e due altri quadri, l'uno piccolo con san Geronimo, e colla sua cornice dorata, e l'altro più grande coll'effigie della madonna della lettera, parimenti colla sua cornice, v'è similmente in detto Dormitorio un orologio colla sua Cassa di tavole, che si suole serrar a' chiave, ed una scaletta di letto, per comodo di chi lo guida.

Nel medesimo Dormitorio colla sua suffitta di tavole pianate, vi sono due Porte grandi, una della parte del settenrione, che s'è la Porta del Coro, ed un'altra alla Fine di detto Dormitorio dalla parte meridionale, per la quale s'entra jn un Balconetto di legname, col suo riparo di sopra a' copertura, che guarda dentro il Giardinetto del medesimo Monistero, ed undici porte dal lato del quarto orientale, de quali presentemente sette son camere, e col tempo secondo il disegno del Monistero, ne devono restar solamente cinque, tre altri devono esser Finestroni, una su la Lamia della scala per comodo di carboni, l'altra per Dispenza, e l'altra per necessario, come altresi altre sette Porte s'osservano nell'altro quarto, che sporge entro il cortile, e duo Finestroni grandi, l'uno dirimpetto alla Galleria. ò sia sala aperta del suddetto quarto, e l'altro dirimpetto all'altro Finestrone vicino alla Porta del Coro: In una delle sudette sette Porte e proprio quale al Portone*, e finimento del Dormitorio, deve essere sincome attualmente è Cappella per commodo di celebrare i P.P. indisposti, d'altri, che non possono scedere a' celebrar in chiesa, e li remanenti sei Porte, son di Camere, non ancora abbellite non si descrivono nella presente Platea, fatto esse quante camere dall*** d'Agostino. E cominciando dalla prima Porta, del anzidetto quarto orientale, vicina all'altra Porta del Coro, quivi nel suo angolo, che corrisponde all'Oriente deve esser il primo Finestrone dell'Arco, a' dirittura dell'altro ***: e presentemente : è camera attaccata, ed unita a' quella dell'odierno Reverendissimp Padre *** Abate Don Giuseppe Grillo, che s'entra dalla seconda Porta, nella quale si ritrova il Portiero, col suo Ferro d'innanzi,  ed * si vede in detta Camera un Tavolino col suo *, un Braciero di Rame col suo piede di legno, sette sedie di Paglia, tre quadri colle loro cornici, uno di San Giuseppe sposo di Maria Vergine, l'altro della Beata Vergine, sotto il titolo del *, e l'altro sotto il titolo del Carmine, detta Camera 

27:

tiene la sua finestra, che guarda l'oriente, adorna delli suoi vetri, ed un'altra Porta, co suo porticio per cui c'entra nell'altra suddetta camera, che deve esser Finestrone, ed entrati abbiamo visto una cassa mezzana di noce, ed un'altra piccola d'abetem un inginocchiatoio di tavole, ed un letto, che consiste in una lettera, un saccone, un materasso, due paja di lenzoli, tre coperte, cioè un ovatta, una coperta di lana gentile, e l'altra bianca di cottone, ed un Padiglione  a' due falde di color arangino colle sue frangie bianche, e rosse.

Nella terza Porta serrata, è la camera Abaziale, ove s'entra per la quarta Porta anche Camera Abbaziale, innanzi alla quale vìè il Portiero, col suo Ferro, ed entrati in essa Camera, seu saletta, che tiene due Finestre che riguardano l'Oriente, colli loro vetri adornate, e ben fatti, vi sono quattro sedie di cojo nuove, e cinque di Paglia, duo Bottetti, una grande col suo tappeto verde, e l'altra fodrata di * e d'olivo, due casse colle loro Fermature senza chiave, una vacua, e l'altra con tredici para di lenzoli usati, tre * ed uno del fu Padre Generale Minniti, l'altro di Monsignor di Napoli, e l'altro di mosnignor Albertini; Duo quadri grandi, l'uno coll'effigie di San Giacchino glorioso, Sant'Anna, e la Beata Vergine, e l'altro della Madonna, e Santo Antonio cole loro cornici dorate; e ventinove altri quadri, tra piccoli e mezzani, parte colla cornisce dorata e parte senza.... (riprendere image00110)

18.12.21

Estratti dalla "Vita di S. Filareto di Seminara", scritta da Nilo.

  ESTRATTI → in fb.

dalla "Vita di S. Filareto di Seminara" [m. 1076],

scritta da Nilo in lingua greca 

e tradotti in italiano da Ugo Martino

(Ed. Falzea, 1993)

DISCORSO DELL'UMILE MONACO NILO
sulla vita del Santo Padre Nostro Filareto
  1. La sua patria terrestre è stata la famosissima isola di Sicilia. Di essa si impadronirono i forsennati discendenti di Agar: dopo che saccheggiarono la regione ricca di ogni bellezza, vi si stabilirono, considerandola un altro paradiso.
  2. Questi fu concepito in quest’isola e consacrato a Dio ancor prima della nascita; poi, dopo essere stato iniziato col santo battesimo, fu allora affidato dai genitori a un sacerdote dei cristiani perché imparasse le lettere.
  3. Infatti i suoi genitori furono buoni e ricchi di ogni pietà, facevano del bene e si distinguevano sopra gli altri brillando per la loro ortodossia.
  4. Allora egli apprese un po' di ogni disciplina, quanto bastava per non rimanere del tutto privo della loro bellezza; e riuscì nello scopo in breve tempo: infatti l'ingegno naturale e la virtù concorrevano ad aiutarlo in modo mirabile.
  5. E si affidava tutto a Dio e ai genitori, obbedendo loro in tutto ed essendo loro sottomesso nel timore del Signore; e aveva anche cura dei servizi domestici, e non trascurava affatto la virtù.
  6. Mangiava una sola volta al giorno; infatti fin dall'inizio della fanciullezza, riteneva che questo, ancor prima delle altre belle doti, rappresentasse la culla della virtù, e provvedeva alla necessità del corpo solo con lo stretto necessario.
  7. Frequentava assiduamente i sacri templi, e quotidianamente meditava sulle cose divine, come per indicare a tutti la grazia che in seguito di ciò gli sarebbe venuta.
  8. Si preoccupava di ciò che i suoi occhi potessero vedere, così che il nostro discorso descrive qualcosa di nuovo; e poi era discreto nell'ascoltare, educato nell'odorato, capace di dominare la lingua e di tenere a freno il tatto, dignitoso nel portamento; insomma la semplicità dei suoi costumi era eccezionale.
  9. Egli era ormai passato dalla fanciullezza alla giovinezza, le sue guance cominciavano ad avere un po' di lanugine, aveva diciotto anni, quando reggeva il trono di Bisanzio Michele.
  10. [Dopo la sconfitta dei Saraceni ad opera di Michele, il giovane Filareto su comando di Dio passa dalla Sicilia in Calabria]: “Esci dal tuo paese e dal tuo parentado – come un tempo anticamente il patriarca Abramo, così anche il nostro Grande udì la voce di Dio – e, dopo aver attraversato questo mare profondo, va' nella terra che io ti indicherò e nella quale grandemente ti glorificherò. E non con l'assegnazione di terra e con la promessa di stirpe, che numerosa come le stelle del cielo Dio promise ad Abramo;... ma con la santità, la giustizia e con le manifestazioni di grandi miracoli”.
  11. E quello, insieme con i genitori, dopo aver attraversato il mare, passò da Reggio, che si trova sulla costa della Calabria, e quindi, sempre in compagnia dei suoi, giunse per volere divino alle cosidette Saline. Quelle Saline, che per me, seppure per qualche altro, sono stati ospiti di ogni bene.
  12. Queste, infatti mi hanno fatto conoscere questo Grande e, inoltre, sono state per me l'occasione e il punto di partenza per avere una mentalità più santa e una condotta di vita più perfetta.
  13. Qui, in un villaggio du nome Sinopoli – così lo chiamarono quelli che per primi lo abitarono –, stabilirono dapprima il loro domicilio. Questa zona è bella da ogni parte e ricca di ogni frutto. E il padre, che era un contadino ed aveva ascoltato dalla Sacra Scrittura la beatitudine che dice che è meglio donare che ricevere, massima alla quale già da tempo aveva ispirato la sua vita, ritenne di dover pensare al suo mantenimento con il proprio sudore e le proprie fatiche; ed a questo scopo ebbe nel figlio un valido collaboratore.
  14. E questi, che bisogna dire? Attraverso una saggia riflessione operava la revisione della sua vita, rifletteva sulle cose che gli erano accadute; la partenza dalla patria, voglio dire, la sua precedente condotta di vita, gli avvenimenti occorsigli durante il viaggio, durante la traversata, il suo soggiorno in terra straniera, il mutare delle cose, il fastidio della vita; ma, soprattutto, il desiderio del monastero che sempre, fin dalla fanciullezza, aveva avuto; e non tralasciava nessuna di tutte le altre cose che riusciva a richiamare alla memoria; e, ripiegatosi in se stesso, amava pensare alle cose future e a quelle trascorse.
    15. E così diceva tra sé e sé, a colloquio con la sua anima – era infiammato, infatti, dal desiderio di Dio e non riusciva affatto a sopportare –: “O Filippo - questo nome aveva quando ancora vestiva l’abito secolare - , che cosa aspettiamo? Perché indugiamo? Perché, poi, stiamo qui a dormire? Riconosci il comando di Dio; torna in te, svegliati, andiamo via di qui. Cristo ci attende, ogni giorno aspetta con ansia la nostra salvezza.

     

4.11.21

Trascrizioni dalla Platea di San Filareto: 7. Benedizione della nova chiesa e trasporto delle venerabili e sante reliquie di san Filareto.

 PLATEA DI SAN FILARETO

(1735, Archivio Diocesano di Mileto)

Estratti: Home.

6. ↔ 8.

7. Benedizione della nova chiesa e trasporto delle venerabili e sante reliquie di san Filareto.

ed. facebook.

Pag. 21t/31. -

Nel seguente giorno poi in detta chiesa benedetta, seguì la traslazione del Venerabile, che s’attrovava nell’anzidetta chiesetta, coll’istessa Pompa, e sollennità; e nel terzo di la traslazione dell'anzidetto Sagro Deposito di San Filareto, che ancor tenevasi nella Camera del chiostro, come di sopra s’è detto; Nella parte destra della qual chiesa, sotto la lamia del coro, si vede fabbricata nel muro, di finissimo Marme, una Fonte, quindi sotto la stessa lamia si vede una Porta di tavole dipinta con j fogliamo d’jntorno, per dove s’entra jn una scaletta di fabriche commoda, per la quale si saglie sopra detta lamia, ove è formato e situato il coro. Nella sua parte sinistra poi si vede corrispondente a’ proporzione un’altra Porta, anche di tavole, e dipinta co j fogliami d’jntorno, per cui s’entra nella sagrestia, divisa in due Camere.

Pag. 22/32.

• Die decima sexta mensis februarÿ, millesimo septigentesimo trigesimo quinto: 1735: Seminarie, continuatis actis, cum eiusdem Notario, et Testibus, in numero opportuno et auctoritate delegata qua fingimur, devenimus ad sequentem adnotationem.

La chiesa predetta, è anche adornata, ed in essa s'attrovano sette Altari, fatti tutti con ogni semetria, e proporzione, con tre gradini di fabrica depinti per cadauno, eccettuatone l’Altar magiore jn cui se ne veggono quattro, cioè l'Altare magiore, tre altri della parte destra, e tre altri della parte sinistra colle loro cappellette. =  Nell'Altar Maggiore, ove si saglie sù la sua pradella per tre scalini di Fabrica spaziosi, vi è il quadro della Beata Vergine della Concezione, con San Filareto, e Sant’Elia, con sua cornice dorata, sù il quale vi stà appeso il suo Baldecchino di tela dipinta, coj fregi pendenti jntorno anche di tela, ben lavorato. Più abbasso, e sotto detto quadro jn mezzo li due ultimi gradini, si vede la custodia di legno dorata, e dipinta, entro la quale trovasi la Pisside d’argento, jndorata di dentro col Venerabile, il crocefissetto di sopra, e sua cappelletto di seta, ricamato con bel artifizio, e foderato di tela rossa di Francia, adorno tutto esso Altare, coj suoi candelieri di legno dorati, e fiori usuali, tre tovaglie di tela, carta di goria, Principio, e Lavabo, colle loro cornice dorate, djnanzi Altare di tela depinto.

Nej lati di dett’Altare maggiore, sempre stanno accese due lampade, nej loro lampadieri d’ottone, e queste si per venerazione del Sagramento, come ancora delle Reliquie, e del Santo Confessore Filareto, e dej Santi Martiri Adriano e Notolia, marito e moglie, quali serbansi ne’ j loro proprie, e prossime laterali cappelle, quella di San Filareto nella parte dell’Epistola, e quella dell’accennati Santi Martiri della parte del Vangelo, nej medesimi lati vi sono tre cappelle dall’una, e tre dall’altra parte che ugualmente corrispondono, nella parte dell’Epistola d’esso Altare maggiore, principia la prima dedicata al Nome del nostro glorioso Protettore San Filareto, jn cui vi stà il quadro del Patriarcha San Basilio, molto anticho, e bello, e che apportar suole venerazione, a’ chi s’adora, con sua cornice dorata, ed jn mezzo li gradini il Conservatorio di legno dipinto, dentro del quale vi stà riposto un Baguglietto con sua fodra di seta, raccamato d’argento, con sua serratura a’ chiave, e di sopra cinto con Fittuccie di seta, nel finimento de quali si vede, per maggior sicurezza a’ non aprirsi, impresso il Sigillo della religione, col corpo entro del nostro glorioso San Filareto, chiuso a’ chiave. V’è similmente nel sudetto serbatojo, una testa d’Argento, stipulata per l’atti del Magnifico Notar Giovanni Battista Tuppo della più volte mentovata Città, sotto li del mese d’Aprile dell’anno 1717, al quale ed ancora un Deto d’Argento, in cui si trova incastrato l’osso del Deto del medesimo Santo, non jntiero però, per caggion, che la sommità del Deto del medemo Santo, corrispondente all’Unghia fù data all’Eccellenza fù Signora Don Emanuela Agrilli Principessa di Cariati colla sua authentica, ja tempo venne  ad adorar il Santo. L'Altare sudetto vien Fornito, ed è apparato di tre tovaglie un jnanzi Altare, Discoletto, Pradella, cadilieri di legno dorati, e fiori usuali, carta di Gloria, Principio, e lavabo colle lor cornice dorate. 

La seguente Cappella è dedicata a’ Santa Macrina, ove vi stà il quadro della medesima santa, con jntorno altre quattro suore Basiliane colla sua cornice dorata, Pradella jn cui  si saglie per due scalinidi Fabrica, jnnanzi altare, tre tovaglie di tela, Discoletto, Carta di Gloria, Principio, e Lavabo

Pag. 22t/33.



 

3.11.21

Trascrizioni dalla Platea di San Filareto: 6. Conchiusione del Reggimento dall’Illustrissima Città di Seminara per la contribuzione d'annui ducati sei per la festività di San Filareto.

 PLATEA DI SAN FILARETO

(1735, Archivio Diocesano di Mileto)

Estratti: Home.

5. ↔ 7.

6. Conchiusione del Reggimento dell’Illustrissima Città di Seminara per la contribuzione d'annui ducati sei per la festività di San Filareto

ed. facebook.

Pag. 21/30. -

Ill.mo Signore Padre Abbate dell'ordine di San Basilio, commorante nel Monistero del glorioso Padre San Filareto  in questa Città di Seminara, validissimo oratore di *, con ogni dovuto ossequio, e riverenza, le rappresenta, qualmente in questa chiesa si conserva il corpo del glorioso, e di detto miracoloso Santo, e per aver la Città esperimentato ab jmmemorabile le continue grazie, e miracoli, che il sudetto sato dispenza alla giornata, non solo a’ Cittadini, ma a tutti j devoti, che concorrono da qualsiasi luogo, deliberò la sudetta Città eleggerlo per suo Protettore appò Iddio nostro Signore, acciò mediante la sua intercessione n’ottenesse le grazie, che le necessitano, come jn fatti si vedono alla giornata j continui miracoli, colla liberazione degl’ossessi, con dar la salute a’ qualsiasi infermità, coll’abbondanza della Pioggia, ne j tempi, che le  Biade necessitano necessitano d'’Acqua, e colla serenità dell’Aere,, ne j tempi conservansi pivosi, e altri miracoli, che per non tediar a V.S. Ill.ma si tralasciano; donde riconoscendosi la sudetta Citta obligata al cennato Santo, per le grazie, e miracoli espressati, deliberò come suo Protettore sollennizar la sua Festa, per ogn’anno, e per potersi fare colla dovuta decenza, ha costumato dare al Monistero docate sei per ogn’Anno, ed avendo richiesto li Signori Sindici odierni, per la consueta sudetta elemosina, o Donativo, mi risposero non poterlo sodisfare senza l’ordine, e beneplacito di V.S.Ill.ma, che però appoggiato al suo gran zelo, e charità, la supplica a’ nome di detto Santo ordinare foose sodisfatta detta elemosina, compromettendomi , a’ chi supplico, quam priegar il cennato Santo, per la conservazione, e maggior prosperità di V.S.Ill.ma, a’ chi supplico, quam Deus et i Mag.ci del Reggimento osservino il solito, quando non abbiano cosa jn contrario di riferire, Napoli 18, Aprile 1711, Aniello Pagano = Si fa fede per me sottscritto odierno Segretario di questa Città di Seminara, come avendo fatta diligente perquisizione nel Libro dei Reggimenti del corrente anno, nel sindacato del signori don Lorenzo Rossi, e Giuseppe Vitalone, trovo un Regimento, sono l’ultimo del mese di Novembre del prossimo caduto anno 1711, si intercetera , il seguente capitolo 13= E più si propone alle SS.VV:, che il Rmo Pre Abbate di uesto Venerabile Monastero di San Filareto Protettore di questa Città, fece supplica alli Ill. Sig. Francesco di Gennaro, che se li pagasse la solita elemosina di docati sei, per la festa di detto glorioso Santo, anno, per anno, dal quale Signor s’ordinò, che s’osservi il solito, che però per veder aumentata la Festa, e devozione di detto Santo, che sempre ci comparte grazie, con evidenti miracoli, dicano se si deve corrispondere detta elemosina, e tutti unica voce dissero, che si paghi anno per anno, detta elemosina, per aumento della detta Festa di detto Glorioso santo nostro Protettore, non ostante qualsivoglia altra necessità di questa Università; et receptis suffragiis, fuerunt inventa omnia alba ***** come in detto Reggimento et in fidem datum Seminarie die quinta mensis Februaris 1712. Ita es Notar Joseph Calogero hodiernus Secretarius dictae Civitatis, ***

Da quel tempo poi, lo Monistero, mercè la protezione di detto glorioso Santo, s’andò sempre aumentando, e nelel fabriche, nelle rendite, e nel decoro monastico, a’ riguardo pure della vigilanza deglia Abbati, che ci governarono, e presentemente vi governa il Rmo * Pre Abbate don Filiberto Agosta da Mammola, diligentissimo, si ad *nj beni temporali del monistero, con * di tutte le scritture, necessarie al sostentamento de *, e rendite del Monistero, e con complilazione della presente

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presente Platea,e col mantenimento esattissimo dell’osservanza,  e Disciplina Regolare, come in appresso con distinzione vedrassi, a’ segno che il Monistero si ridusse jn ottimo stato, come s'anderà descrivendo in particolare, così per li stabili, come per li mobili, cesni enfiteutici, Bullali, rendite, ed altri effetti d’esso.

Primieramente per corrispondere all’obligo nostro, conferiti jnnanzi al Pian del luogo prima detto della SS.ma Trinità di Seminara, oggi di San Filareto, nell'entrar della Chiesa, dedicata al glorioso Santo accennato, abbiamo ritrovato un portico di Pietra con duo scalini, per lo quale s’entra nella chiesa, dalle finestre in sù edificata dall’odierno Reverendissimo Padre Abbate Provinciale Don Giuseppe Grillo, che fece fare con tutta semetria, la suffitta, Porte, finestre, con tutto ciò, che n’è di legname, l’Arco maggiore, il Pavimento, la copertura, e da rustica la pose in polito; Abbiamo ivi osservata la Porta di legno, munita con tutti j ferramenti necessarÿ, e per la fortezza sudetta, e per la clausura; Ne j lati dell’accennata Porta della parte di Fuori, si veggono due colonne, con j loro pedistalli, e finimenti, tratti con buono artifizio, e due Nicchie poco distanti dalle colonne, affinché a’ suo tempo per ornamento della prospettiva della chiesa, vi si possano riporre le statue proporzionate a’ dette Nicchie, e far comparire più bella la facciata della menzionata chiesa, la di cui prospettiva è stata fatta con tutte le regole dell’Arte, e secondo le proporzioni geometriche, osservandosi nella parte di sopra in Luoghi proporzionati, tre ampie finestre, per dar lume al Coro, e queste formate con tutte semenia, co j lor finimenti, e co j vetri per ornamento; della parte destra settentrionale, ritrovandosi la Base del campanile, rende più ampia, e più bella la veduta della chiesa, facendo un nobile Finimento, che danno un bel risalto all’occhio di chi le mira essendo il sito jn luogo alto, e Superiore alla Città di Seminara, che riguarda l’Oriente, e da dove con distinzione d’osservano tutti j Luoghi della Piana; Ed entrati poi da detta Porta in chiesa, che per j stucchi, Archi, Nicchie, con proporzioni geometriche, Gelosie di legno ben lavorate, con tutta proporzione, che rendono vaga la veduta del Coro, sue ampie finestre con j vetri quantunque ancora non finiti, ed attutto terminati, dimostra una bellissima veduta, e questa fù con tutta sollennità, accompagnata dallo sparo d’innumerabil mortaretti, da foltissimo concorso di Popolo, e del Giubilo di tutta questa Città, il di cui magistrato v’assistè in forma pubblica, benedetta dall’Abbate * Don Domenico Fazzini, oggi Abbate nel Salvadore di Messina, nell'anno 1729.

1.11.21

Trascrizioni dalla Platea di San Filareto: 5. Concessione dell’Illustrissima Città di Seminara per la Fiera Franca.

  PLATEA DI SAN FILARETO

(1735, Archivio Diocesano di Mileto)

Estratti: Home.

4. ↔ 6.

5. Concessione dell’Illustrissima Città di Seminara per la Fiera Franca

ed. facebook.

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In Dei nomine amen. Anno millesimo septingentesimo decimo tertio, die vero prima mensis Novembris, in Civitate Seminarie, ad honorem BB. Sanctorum Philareti, et Elie, nostrorum Protectorum, Fidem Facio, et in Verbo Veritatis attestor ego infrascriptus hodiernus Archivarius predicte Civitatis, et ad quos qualiter facta diligenter perquisitione in Libris Regiminum predicte Civitatis, invenio inter alias, expositiones facta per Ill.mo Sindicum Nobilium D. Laurentium Rossium, anno millesimo septigentesimo undecimo, die vero septimo mensis Junÿ, infrascriptam prepositionem. = E più si propone alle SS. VV. come già li RR. PP. Greci si ritirarono nel lor nuovo Monystero, sin dall'ultimo del mese di maggio, ed oltre della sollennitàper la traslazione del corpo del Glorioso San Filareto nostro Protettore dall'ospizio del Borgo di San Francesco d'Assisi di questa Città, nel detto nuovo e Venerabile convento e si fece una bellissima, e Franca innanzi al Piano di detto Monastero, in contrada la Trinità, fatta franca per devozione dall'Affittuarÿ, delli Corpi, e Gabelle di questa e Gabelle di questa Università, e Gabelloti della Foglia e Salume: che però avendosi  ciò principiato in onore del Santo nostro Protettore, e redundato a’ beneficio, e commodo *, e di bene continuarsi ogn’anno detta Perdonanza, seu diera, e per quattro giorni franca d’ogni dazio appartenente a questa Università, cioè franca due giorni prima, e due doppo, una col giorno si stabilerà in futurum detta festa per ogn'anno. Ed intesa da tutti detta proposta, da tutti viva voce, nemine discrepante anno dato il loro consenzo, e beneplacido, che s'osservi in futurum, quanto di sopra, jn onore di detto santo nostro Protettore, et fuit cnclusum et alias ut in dicto  Regimine, cui melius *** Notarjj == La Città di Seminara, ancor non sazia di corrispondere a’ j cotidiani * la di lui festività, nell'anno seguente ad una semplice supplica del * Abbate di quel tempo,  * dall’ottima propensione dell’anzidetta, e dall’antica consuetudine, si fece un Parlamento pubblico nel quale si stabilì che si paghassero, e si continuassero a pagare li docati sei per ogn’anno a’ benefizio di detto Regal Venerabile Monistero alfine di maggiormente solennizzarsi la Festività di detto Santo da cui ne ricevevano e ne ricevono alla giornata continue le grazie, così in particolare, colla liberazione degli ossessi, e Salute

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salute a’ qualsiasi infermità, come in generale coll’abondanza delle Pioggie, ne j tempi, che vi è necessità, e della serenità dell’Aere, ne j tempi continuamente piovosi, ed in altre urgenze del Publico come il tutto più diffusamente si vede dalla copia della Seguente Supplica, e Regimento anzidetto, j di cui * veggonsi uniti nel sudetto Libro, ove si son registrate l’altre scritture volanti del Monistero a ff.


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